13 Dicembre 2021 - In evidenza, Lavoro
Colloquio di lavoro: fare colpo in 2 minuti
Scopri come massimizzare le opportunità di fare colpo sui selezionatori con la guida di Cerco&Trovo.
- Indice dei contenuti:
- Esiste un metodo per fare colpo al colloquio?
- Cos’è il colloquio di lavoro?
- Informarsi sull’azienda: anche la forma è sostanza
- Quali sono gli errori che si fanno più spesso in un colloquio?
- Come migliorare la propria performance durante un colloquio?
- Accorgimenti utili in sede di colloquio
- Quanto può durare un colloquio di selezione?
- In breve
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1. Esiste un metodo per fare colpo al colloquio?

Per quanto non esista una formula matematica che garantisca l’esito positivo di un colloquio di lavoro, dal momento che vi sono fin troppe variabili in gioco, è innegabile che alcuni fattori influiscano fin dai primi istanti sulla predisposizione all’ascolto di chi opera la selezione del personale per un’azienda.
Secondo uno studio recente, circa il 65% dei datori di lavoro decide l’esito del colloquio già nel corso dei primi minuti dell’intervista mentre il 29% del campione lo decide addirittura nel corso primo minuto.
Diventa quindi cruciale fare buona impressione fin da subito arrivando preparati al colloquio: l’obiettivo è di far comprendere a chi si occupa della selezione del personale che non sta sprecando tempo perché il vostro profilo vale il tempo e l’attenzione necessaria.
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2. Che cos’è il colloquio di lavoro?
Il colloquio di selezione o intervista conoscitiva non è altro che il confronto attraverso il dialogo tra chi si candida per un’offerta di lavoro e il /la responsabile della selezione del personale di un’azienda.
Gli attori di questo scambio di informazioni sono due: da un lato c’è “chi fa la selezione” che dovrà valutare se chi ha davanti è effettivamente la persona giusta per occupare il ruolo, dall’altro ci sarà il candidato, che dovrà mette in risalto le proprie competenze e capacità. L’obiettivo è fare emergere il reciproco vantaggio a stabilire il rapporto di lavoro.

3. Informarsi sull’azienda: anche la forma è sostanza.
Il colloquio di lavoro è una vera e propria intervista con domande che spazieranno dalla sfera lavorativa a quella personale: oltre a parlare di sé, del proprio background lavorativo, il candidato dovrà spiegare il motivo che lo spinge a lavorare proprio all’interno di quell’azienda.

Se mai vi capiterà di parlare con un selezionatore a proposito delle interviste ai candidati effettuate, vi racconterà sicuramente di quante persone si presentino ai colloqui per posti di lavoro senza avere la minima idea di cosa cerchi l’azienda e in quale settore sia operante.
É fondamentale quindi leggere accuratamente l’annuncio e verificare se il profilo ricercato coincide effettivamente con quello che abbiamo presentato nel nostro CV. A questo proposito va ricordato che bisogna scrivere un curriculum vitae efficace, curato e sintetico, accompagnato da una lettera di presentazione che valorizza la candidatura specificando i punti di forza e le competenze tecniche ricercate.

E qui sta il primo scoglio da superare: un colloquio di lavoro è uno scambio reciproco di informazioni tra un datore di lavoro e il candidato per una posizione, sarà quindi necessario dimostrare fin da subito di essere la persona adatta ad occupare quel posto di lavoro.
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L’importanza dei primi minuti
Il colloquio o intervista da parte del selezionatore aziendale è il centro attorno a cui ruota la possibilità di essere assunti.
Perciò è fondamentale fare buona impressione fin nei primi minuti ed evitare di commettere errori quando si è difronte al selezionatore.
4. Quali sono gli errori che si fanno più spesso in un colloquio?
Uno studio recente riportato da Il Sole24Ore rivela gli errori più comuni che si tende a commettere quando si effettua un colloquio di lavoro:
- non informarsi sull’azienda che assume;
- dare risposte troppo vaghe, parlare troppo o troppo poco;
- parlare male del vecchio capo e degli ex-colleghi;
- dare la colpa ad altri per gli insuccessi o imprevisti lavorativi;
- non ascoltare le domande e interrompere il selezionatore.
Vediamo nel dettaglio gli errori più comuni che vengono commessi durante un colloquio.
Sapere è potere.
Arrivare al colloquio di lavoro senza sapere nulla sull’azienda crea uno svantaggio notevole per il candidato. Non rispondere alle domande sul futuro potenziale datore di lavoro potrebbe essere sufficiente a decretare l’esito negativo del colloquio. Al contrario, dimostrare in sede di intervista di conoscere dimensioni, settore di business, attività e prodotti del potenziale datore di lavoro darà l’impressione di professionalità e maggiore spessore al profilo del candidato. Queste informazioni (storia, settore, prodotti, obiettivi, ecc.) possono essere reperite sullo stesso sito ufficiale dell’azienda.

Essere sintetici ma interessanti in meno di due minuti.
Come detto precedentemente, chi si occupa della selezione del personale spesso sceglie se il candidato che sta esaminando è adatto o meno al posto di lavoro in meno di due minuti.
Per questo è importante non essere troppo prolissi, ma anzi andare dritti al punto con la risposta per dimostrare di essere in possesso delle informazioni precise richieste dal selezionatore.
Anche parlare poco o facendo troppe esitazioni o usando un linguaggio inappropriato o sgrammaticato è un errore da evitare perché identifica un candidato come impreparato e poco incisivo.

Evitare di imparare a memoria delle “risposte prestabilite”, piuttosto è possibile appuntarsi i concetti chiave inerenti da esprimere in merito alla posizione lavorativa (ma non a memoria!).
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Essere critici anche verso se stessi.
Stando allo studio riportato da Il Sole24Ore nel 52% dei casi dare la colpa dei propri insuccessi o inadempimenti professionali al proprio ex datore di lavoro o agli ex colleghi è in realtà un segnale di scarsa capacità di autovalutazione e autocritica.

In sede di colloquio è inappropriato lanciare accuse verso precedenti situazioni lavorative:
soprattutto se il colloquio si svolge per un’azienda “analoga” a quella dove lavoravate in precedenza
perchè è possibile che i rispettivi datori di lavoro si conoscano.
E’ importante anche evitare di sottostimare se stessi e di non ritenersi all’altezza della mansione o dei compiti da svolgere.
Ascolta, pensa, rispondi.
Quando si è ad un colloquio è bene concentrarsi su quello che ci viene chiesto dal selezionatore: le risposte devono essere pertinenti e interessanti al fine del colloquio.

Si consiglia di rispondere andando dritti al punto e quindi presentare ulteriori spunti di riflessione o esempi, evitando di divagare o parlare a vanvera.
Limitare le proprie risposte all’essenziale ed evitare di porre domande qualora invitati a farlo è spesso letto come un segno di scarsa motivazione e interesse da parte del candidato.
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5. Come migliorare la propria performance durante un colloquio?
Oltre a questi elementi ci sono altri aspetti da tenere in considerazione che riguardano il modo in cui ci si pone nei confronti di chi si occupa della selezione del personale:
- guardare negli occhi: durante il colloquio di lavoro è sostenere lo sguardo dell’intervistatore è segno di confidenza e di sicurezza, doti apprezzate da chi ricerca personale.
- non dimostrare rispetto verso gli altri: spesso non ci accorgiamo di quanto alcuni atteggiamenti predispongano negativamente i nostri interlocutori: ad esempio arrivare in ritardo denota il candidato come scarsamente affidabile.
- mantenere un atteggiamento positivo: sono tendenzialmente da evitare quegli atteggiamenti che denotano troppa arroganza o che diano l’impressione di subire passivamente il colloquio senza scambio attivamento. Sono, invece, apprezzati atteggiamenti professionali (non saccenti) e costruttivi.
- attenzione all’abbigliamento: il candidato dovrà presentarsi in modo adeguato a seconda del tipo di azienda e della mansione che sarà chiamato a svolgere. Non esiste un solo “look” che vada bene per tutti i colloqui di lavoro. Dipenderà infatti dall’azienda: l’importante è trovare uno stile che sia in linea con gli ideali della stessa.
- comunicazione non verbale: oltre alle parole, anche quello che il nostro corpo comunica è importante. La spontaneità, la naturalezza rimangono gli elementi migliori per abbassare il nostro livello di ansia in situazioni di stress.

6. Accorgimenti utili in sede di colloquio.
Alcuni accorgimenti utili sono inoltre quello di avvisare tempestivamente in caso di ritardo, per dimostrare il proprio interesse ad effettuare l’intervista con il selezionatore. Analogamente è bene anche silenziare il cellulare durante un colloquio di lavoro.
Va ribadito che mentire in sede di colloquio è un autogol. Attribuire a se stessi competenze e conoscenze che in realtà non si possiedono si ritorce spesso contro il candidato perché chi si occupa di selezionare il personale è tendenzialmente abituato a “fiutare” le menzogne e difficilmente viene messo nel sacco.
E’ infine importante riuscire a dissimulare l’ansia che si può provare in occasione di un’intervista di selezione del personale.
La posizione che si assume indica il livello di sicurezza in noi stessi: è opportuno quindi sedersi in modo composto, evitando di gesticolare troppo e senza incrociare le braccia. Oltre a questi elementi, per aumentare le proprie possibilità di successo durante un colloquio di lavoro è fondamentale arrivare preparati sulle proprie debolezze e sui propri punti di forza.
Le aziende e gli uffici di selezione del personale ricevono tonnellate di CV e fissano ogni giorno infiniti colloqui con persone con più che qualificate e già con esperienza lavorativa, per questo è fondamentale riuscire a dimostrare di avere le giuste qualità ed essere competitivi per quello stesso posto di lavoro. Ancora una volta, per essere incisivi occorre capire quali sono le parole chiave da usare per catturare l’attenzione di chi opera la selezione del personale.
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7. Quanto può durare un colloquio di selezione?
Non esiste una risposta univoca: dipende da più elementi, ad esempio dalla procedura di selezione dell’azienda, dalle necessità del datore di lavoro, può dipendere anche dal tipo di mansione che viene richiesta, come anche dall’urgenza della ricerca. Per alcune aziende è sufficiente un solo colloquio per assegnare o meno il posto di lavoro, per altre invece potrebbe esser necessario effettuare più interviste.
8. In breve.
Fare un colloquio di lavoro efficace significa lavorare su come creare un messaggio incisivo su se stessi e sulle proprie capacità entro i primi due minuti dall’inizio dello scambio con il responsabile della selezione del personale.
Vale quindi la pena concentrarsi su come presentare le esperienze lavorative e formative più pertinenti alla posizione per cui ci si candida.
In circa 30-40 secondi queste vanno non solo raccontate, ma vanno enfatizzati i risultati ottenuti con degli esempi numerici. In questa breve auto-presentazione si dovrà far capire al selezionatore il perchè è vantaggiosa la propria candidatura per l’azienda che fa la selezione.
Tenere a mente i consigli ed evitare gli errori elencati forniti in questa guida è già un buon punto di partenza per avere più chances di impressionare i selezionatori al colloquio, ma non sempre basta un’unica intervista per selezionare i candidati.
Per sapere come affrontare processi di selezione più complessi è bene quindi capire come funziona l’intero processo di selezione.
Sempre più spesso infatti il processo di selezione dei candidati per un posto di lavoro può richiedere molto tempo ed esser strutturato in più fasi: dai colloquio di lavoro online, ai test di valutazione, dai colloqui tecnici all’assunzione la strada potrebbe essere più complicata del previsto.
